201704.26
0

L’errata dichiarazione di conformità allo strumento urbanistico, contenuta nella SCIA, non è da considerare come “falsa” dichiarazione.

Il fatto: un Comune, a distanza di oltre 30 giorni dalla presentazione di una SCIA presentata per alcuni interventi edilizi, inibisce l’esecuzione delle opere.

In particolare, il Comune contesta che il privato avrebbe falsamente attestato la conformità dell’intervento alle norme urbanistico-edilizie. Tale circostanza, secondo la PA, giustificherebbe l’intervento anche oltre il termine di 30 giorni, poiché la presenza di una falsa dichiarazione escluderebbe il legittimo affidamento del privato. Il TAR, tuttavia, ha ritenuto illegittimo il provvedimento: per i Giudici, infatti, la dichiarazione di conformità dell’intervento al PRG costituisce una valutazione che può essere “corretta od errata, ma non falsa”.

Infatti, secondo il TAR, una questione di veridicità/falsità si pone solo con riferimento a dati oggettivi rappresentativi della situazione di fatto. Rappresentazione sulla base della quale è, poi, compito del Comune valutare l’intervento sia effettivamente conforme allo strumento urbanistico.

(TAR Lombardia Milano, Sez. II, 26/04/2017, n. 954).