201809.27
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Finalmente la pronuncia sul caso Berti!

Un carabiniere ha impugnato il provvedimento dell’INPS con il quale si vedrebbe attribuite le aliquote pensionabili previste dall’art. 44 del D.P.R. n. 1092/73 per il personale civile e non già quelle di cui all’art. 54 per il personale militare (e, dunque, il 35,60% totale anziché il 44%).

L’INPS insiste nel ritenere che non si potrebbe fare applicazione dell’art. 54 poiché nel caso in questione il carabiniere risultava “cessato con un’anzianità contributiva pari ad anni 35 e mesi 3 e non con un servizio utile tra i 15 anni e i 20 anni”.

In altri termini, secondo l’INPS il ricalcolo in questione spetterebbe solo a coloro che abbiano un’anzianità compresa tra i 15 e i 20 anni alla data del 31.12.1995 e non anche a coloro che abbiano maturato, all’atto del congedo, più di venti anni di servizio.

Il Giudice non condivide e accoglie invece il ricorso del carabiniere chiarendo che:

– l’aliquota del 44 % in esame va applicata a coloro che possiedano un’anzianità contributiva compresa tra i 15 e i 20 anni;

– mentre, come previsto dal comma 2, a coloro che possiedano un’anzianità superiore ai 20 anni l’aliquota del 44 % sarà aumentata dell’1,80 % per ogni anno di servizio oltre il ventesimo.

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A questo link tutte le informazioni sul ricorso per il ricalcolo della pensione militare aliquota 44%.

(Corte dei Conti, Sez. giur. Toscana, 25/09/2018, n. 228)