201912.16
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Si può sempre revocare il consenso alla pubblicazione delle proprie foto su Facebook.

Questo è quanto disposto dal Tribunale di Bari con ordinanza del 7 novembre 2019 a conclusione del procedimento civile 6359/2017. Il Tribunale ha infatti dato ragione ad un uomo di 55 anni che aveva fatto causa a una donna che si rifiutava di cancellare oltre mille fotografie postate sul social network negli anni della loro frequentazione e che ritraevano anche i figli minori.

Il giudice ha chiarito che l’immagine e la riservatezza sono due diritti assoluti e non possono subire limiti, salvi i casi cui la pubblicazione è obbligatoria per legge (esigenze di giustizia, vitali, pubblico interesse, esecuzioni contrattuali). 

L’entrata in vigore del Gdpr ha rafforzato questo concetto.

Infatti per il giudice la condotta della donna “deve considerarsi del tutto illecita poiché, a fronte della conoscenza dell’espresso dissenso dell’interessato, l’omessa cancellazione delle foto dal proprio profilo Facebook realizza un abuso dell’immagine altrui“.

Il principio di diritto è chiaro: la pubblicazione delle fotografie che ritraggono una persona sui social network rappresenta un trattamento dei dati personali che, in base a quanto stabilito degli articoli 10 del Codice civile, 96 della legge sul diritto d’autore e articolo 6 del Gdpr non può prescindere dal consenso dell’interessato.