201903.29
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Una impresa partecipava a una procedura negoziata per l’affidamento della fornitura di materiale medicale  e materiale di consumo della durata di tre anni, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per un importo a base d’asta di € 200.000,00, oltre IVA.

A fronte di un‘aggiudicazione ritenuta illegittima, detta impresa ricorreva innanzi al TAR lamentando in particolare la violazione e falsa applicazione degli articoli 30, 68 e 95 Codice, nonché l’eccesso di potere atteso che il seggio di gara si sarebbe indebitamente sostituito alla Commissione nell’adempimento di prerogative a quest’ultima riservate in via tassativa.

Nello specifico, lamenta la ricorrente, il seggio di gara non avrebbe potuto procedere alla revisione dei punteggi senza preventivamente consentire alla Commissione di svolgere valutazioni sui rilievi tecnici formulati dalla controinteressata, successivi all’attribuzione dei punteggi.

Il Collegio investito della questione ritiene fondate le suddette censure, conclusivamente statuendo:
– nelle procedure ad evidenza pubblica, da aggiudicarsi con il criterio OEPV, occorre distinguere il ruolo del seggio di gara, chiamato ad un’attività di mero accertamento, priva di ogni connotato discrezionale, da quello della Commissione, preposta all’effettuazione di valutazioni tecnico-discrezionali, senza che sia possibile l’ingerenza della prima nell’attività valutativa che costituisce prerogativa riservata alla seconda;
– il seggio di gara, ritenuto che le valutazioni tecnico-discrezionali sottese all’attribuzione dei punteggi legati alle caratteristiche della fornitura offerta dalla ricorrente non fossero state correttamente svolte dall’organo tecnico-valutativo, ha proceduto illegittimamente, in violazione dei principi innanzi enunciati, direttamente alla rivalutazione dell’offerta tecnica presentata dalla ricorrente, alla rideterminazione dei punteggi e, dunque, alla riformulazione della graduatoria.

(TAR Campania Napoli, Sez. V, 18/03/2019, n.1477)