201806.04
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Dopo aver discusso delle Linee guida ANAC poste in consultazione sul rating di impresa, è la volta del rating di legalità. Con Delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 15/05/2018, n. 27165, è stato infatti approvato il nuovo regolamento attuativo.

Innanzitutto definiamo l’istituto: il rating di legalità è uno strumento sviluppato dall’Authority che “premia” le aziende che operano secondo principi di legalità, trasparenza e responsabilità sociale.

Tale rating, di cui si discute sin dal 2012 (Delibera AGCM 14/11/2012, n. 24075), nasce infatti con la finalità di offrire benefici alle imprese “corrette”: ad esempio, con riferimento al credito bancario, il possesso del rating consente la riduzione dei tempi di istruttoria per la richiesta di un finanziamento o delle migliori condizioni di erogazione del credito, oppure benefici reputazionali come una migliore immagine sul mercato).

Come noto, con l’art. 95 Codice dei contratti pubblici, il rating di legalità (come anche quello di impresa) viene inserito tra i criteri premiali che è possibile applicare alla valutazione dell’offerta. Il che significa che il possesso del rating in questione offre oggi ulteriori benefici correlati appunto al settore dei contratti pubblici quali, ad esempio, la preferenza in graduatoria a parità di punteggio o l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo rispetto a concorrenti sprovvisti di rating.

Ancora, come previsto dall’art. 93, comma 7, Codice, per la partecipazione alle procedure relative a servizi e forniture, le imprese in possesso di rating di legalità (ma vale anche per il rating di impresa) ottengono una riduzione del 30% dell’importo della garanzia.

A proposito del rapporto tra i due tipi di rating, precisiamo che, ai sensi dell’art. 213 Codice,  quello di legalità concorre anche alla determinazione del rating di impresa (e non viceversa).

La domanda di attribuzione del rating di legalità può essere proposta da ogni tipo di impresa, individuale o collettiva, con le seguenti caratteristiche:

  • sede operativa nel territorio nazionale;
  • fatturato di 2 milioni di euro nell’ultimo esercizio chiuso nell’anno antecedente alla domanda (l’AGCM offre la possibilità di avanzare domanda anche alle imprese che non raggiungano tale volume di affari indipendentemente ma attraverso il gruppo societario di cui ne fanno parte);
  • iscrizione nel registro delle imprese di almeno 2 anni dalla data della richiesta.

L’Authority rilascia da un minimo di una a un massimo di tre stelle. Così in fase di gara, sarà attribuito un punto se l’impresa possiede una stella, due punti se ne possiede due e così fino a tre. Il rating di legalità ha una durata di due anni e può essere rinnovato su richiesta.