201909.09
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È vietato utilizzare prodotti monouso per il trasporto, la conservazione e la fruizione di alimenti e bevande realizzate in materiale non compostabile lungo le coste pugliesi, imposto con l’ordinanza dirigenziale della Regione Puglia del 5 aprile 2019.

Il divieto d’uso della plastica monouso ha suscitato le reazioni accese da parte delle imprese produttrici di plastica e anche altre associazioni, che hanno impugnato al TAR l’ordinanza lamentando:

  • il contrasto con la recente direttiva 2019/904 del 5.06.2019 (per cui chiedevano il rinvio pregiudiziale in Corte di Giustizia dell’Unione Europea)
  • come anche la carenza di potestà legislativa in capo alla Regione nella materia afferente l’ambiente.

Ciò che ovviamente destava la preoccupazione degli operatori economici è l’effetto distorsivo della concorrenza che premierebbe i produttori di articoli in vetro a danno delle imprese produttrici di plastica c.d. mono-uso.

Se in una prima battuta il TAR Puglia ha accolto le pretese esposte dai soggetti ricorrenti sospendendo l’ordinanza impugnata, il Consiglio di Stato ha confermato il divieto alla plastica monouso sulle coste pugliesi.

Si evidenzia come l’interesse pubblico perseguito dalla Regione è quello di condurre ad una “sicura, armonica e civile fruizione del demanio marittimo”, rispetto al quale le esigenze ambientalistiche rivestono natura secondaria ed indiretta.

Ed in questo senso è del tutto lecito che le Regioni prevedano delle misure che siano anche superiori ai trasversali standard ambientali definiti a livello statale.

In Puglia si sa l’estate si allunga, è possibile andare al mare anche a ottobre. Siamo però a ridosso della chiusura della stagione estiva e ciò rende del tutto superflua la sospensione cautelare – ossia la sospensione dell’ordinanza – anche tenendo conto del fatto che gli interessi delle parti in gioco riceverebbero una migliore tutela in sede di merito, ove sarà anche affrontata in maniera più esauriente la richiesta di rinvio pregiudiziale di fronte alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Così, la Puglia si fa portavoce di una politica envonmental-friendly, anticipando anche i prevedibili e necessari adeguamenti a livello europeo. Che sia un primo passo verso un futuro più verde?

(Cons. St., Sez. IV,  ord. 30/08/2019, n. 4274)