201912.13
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Gli impianti fognari, anche se realizzati autonomamente da soggetti privati, rientrano nella responsabilità dell’ente locale una volta inseriti nel sistema delle fognature comunali, ragion per cui l’amministrazione è tenuta al suo controllo e alla sua manutenzione e risponde di eventuali danni che possano derivare a soggetti terzi, configurandosi in tal senso una responsabilità ex art. 2051 c.c.

Tali affermazioni trovano conferma nella costante giurisprudenza che, in tal senso, ha avuto più volte modo di statuire che “Gli impianti fognari, da chiunque realizzati, una volta inseriti nel sistema delle fognature comunali, rientrano nella sfera di controllo dell’ente pubblico che, come custode, risponde – ai sensi dell’art. 2051 c.c. – dei danni eziologicamente a essi collegati, salvo la prova del fortuito” (Cass. Civ. Sez. III, 19.3.2009, n. 6665 v. anche Cass. civile, sez. III, 13/11/2009 n. 24040).

Del resto, solo l’amministrazione pubblica ha il potere e le risorse, nonché lo scopo istituzionale per intervenire su un impianto fognario, curarne la manutenzione e il suo adeguamento, trattandosi di un’opera a servizio della collettività. Per queste stesse ragioni, l’amministrazione pubblica è tenuta a provvedere e garantire il suo regolare funzionamento, rispondendo dei danni conseguenti alle sue omissioni.

Pertanto, anche nel caso in cui tale impianto fognario sia stato realizzato da un privati, addirittura in assenza di autorizzazione edilizia, esso ricade nella responsabilità dell’amministrazione una volta inserito nel sistema comunale: pertanto, nel caso dovessero derivare danni in ragione degli stessi, sarà l’amministrazione – e  non il privato che li ha realizzati – a rispondere per gli stessi.

Un tale onere, stante la sua ampiezza, non può del resto gravare su un soggetto singolo: si tratta di un onere assolutamente ingiustificato e del tutto sproporzionato, che va ben oltre le sue competenze e che non può trovare ragione nel fatto che tale impianto insiste sulla sua proprietà del privato.