201705.25
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La fattispecie, almeno a Roma, è ormai frequente e l’orientamento del TAR Lazio è questo: l’inibizione della DIA (o della SCIA), laddove intervenga a distanza di tempo, deve considerare l’affidamento riposto dal privato nel “consolidamento del titolo”, nel rispetto dell’art. 21-nonies L. 241/90 (annullamento d’ufficio).

Il fatto: il costruttore presenta una DIA (per Piano Casa) nel febbraio 2015; la PA interviene nel novembre 2016, rilevando non solo il mancato rispetto della disciplina delle distanze ma anche che il progetto sarebbe carente nella rappresentazione dei distacchi in questione.

Secondo il TAR, una volta decorso il termine di 30 giorni per adottare il provvedimento di contestazione dell’inefficacia della DIA, la PA non può limitarsi a contestare l’illegittimità dell’intervento, ma dovrà motivare in merito alla sussistenza di ragioni di interesse pubblico tali da prevalere sull’affidamento ingeneratosi nel privato (come nel caso di interventi edilizi ormai completati). Il provvedimento in #autotutela è stato quindi annullato, a prescindere dall’effettiva sussistenza della violazione delle norme edilizio-urbanistiche.

(TAR Lazio Roma, Sez. II bis, 25/05/2017, n. 6262)