201709.14
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Un soggetto agisce in giudizio e ottiene la condanna dell’impresa al risarcimento dei danni per vizi e difformità dell’opera commissionata (mancato funzionamento dei meccanismi di chiusura di una porta blindata e della mancata realizzazione di pere murarie).

Insorge l’impresa in appello rilevando che oggetto del contratto era la consegna di un bene e che il rapporto non costituiva un appalto.

La Corte non concorda. Nei fatti, il privato aveva commissionato all’impresa la fornitura e posa in opera di una porta blindata fuori misura.  L’oggetto del contratto  concerneva, dunque, un opus che doveva essere eseguito su misura e conforme alle esigenze specifiche del committente.

Secondo i Giudici di appello, avuto riguardo alla volontà delle parti, si ha appalto quando la prestazione costituisce un mezzo per la produzione dell’opera e il lavoro è lo scopo essenziale del negozio.

(Trib. Milano, Sez. VII, 14/09/2017)