201802.14
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Le ipotesi eccezionali in cui è consentito alla stazione appaltante derogare al principio generale dell’offerta economicamente più vantaggiosa e aggiudicare l’appalto utilizzando il criterio del minor prezzo non si applicano alle categorie di contratti nelle quali è espressamente previsto debba utilizzarsi il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

L’art. 95, co. 3, del Codice elenca infatti una serie di tipologie di servizi – accanto ai servizi sociali, quelli di ristorazione ospedaliera, quelli ad alta intensità di manodopera, ovverosia in cui nei quali il costo della manodopera è pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto e quelli di natura tecnica e intellettuale di importo superiore a 40.000 euro – che devono essere necessariamente affidati sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il comma successivo, invece, consente alle stazioni appaltanti di utilizzare utilizzato il criterio del minor prezzo in una serie di ipotesi, fra cui, con riferimento ai servizi, quelli con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato e quelli sotto soglia caratterizzati da elevata ripetitività, purché non di notevole contenuto tecnologico o di carattere innovativo.

Sul rapporto tra le due disposizioni, già oggetto di una serie di pronunce giurisprudenziali, si è di recente pronunciata l’ANAC in un parere di precontenzioso, chiarendo che, con riferimento ai servizi di cui al co. 3 non può ritenersi operante il rapporto tra regola ed eccezione in ordine alla scelta dei criteri di aggiudicazione di cui al co. 4, che si riferisce invece al principio generale di utilizzo del criterio appunto dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Pertanto, anche ove in astratto ricorrano le condizioni in cui in generale è consentito ricorrere al criterio del prezzo più basso, ciò non è comunque consentito negli appalti di servizi sociali.

ANAC, delibera 20/12/2017, n. 1331