Il caso

  • Personale militare “riformato” – in congedo assoluto - ossia dichiarato non idoneo al servizio militare incondizionato e quindi non transitato nella posizione di ausiliaria poiché non in possesso dei requisiti psico-fisici per accedervi o permanervi, ha diritto ad una maggiorazione della pensione

Chi può fare ricorso

  • Personale militare posto in congedo assoluto per infermità prima di poter raggiungere gli ordinari limiti di età il cui trattamento di pensione è liquidato con il sistema contributivo o con il sistema misto retributivo-contributivo: vale anche per marina militare, carabinieri e guardia di finanza

Cosa chiediamo alla Corte dei Conti:

  • L’accertamento del diritto all’aumento del montante contributivo maturato di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio, moltiplicato per l’aliquota di computo della pensione, previsto dall’art. 3, comma 7, d.lgs. n. 165/1997;
  • Conseguente accertamento del diritto alla riliquidazione della pensione in godimento mediante applicazione del beneficio di cui all’art. 3, comma 7, del d.lgs. n. 165/1997 (in considerazione del maggior montante contributivo) oltre interessi legali e rivalutazione monetaria.

 

  • In prima battuta sarà inviata istanza di riesame all’INPS;
  • Laddove l’ente previdenziale non fornisca risposta entro il termine di 120 giorni o rigetti esplicitamente l’istanza, si procederà con ricorso innanzi la Corte dei Conti competente territorialmente;
  • Dalla formalizzazione del silenzio rifiuto o dal rigetto dell’ istanza di riesame si potrà presentare il ricorso entro e non oltre 3 anni.

COSTO RICORSO € 700,00