Il caso

  • Gli arruolati nel corpo militare che abbiano maturato, al 31 dicembre 1995, non meno di 15 e non più di 20 anni di servizio utile a pensione, ai sensi dell’art. 54 del d.P.R. 1092/1973, dovrebbero vedersi applicata l’aliquota pensionistica pari al 44% e non l’aliquota contributiva del 35,9%.

Chi può fare ricorso

  • Personale militare - status di militare che deve sussistere al momento dell’arruolamento e non per l’intera carriera - la cui pensione sia stata liquidata con il sistema misto retributivo - contributivo dall’INPS, e che, alla data del 31 dicembre 1995 vantasse un’anzianità contributiva compresa tra i 15 e i 20 anni (orientativamente, coloro che si sono arruolati negli anni 1981, 1982 e 1983): carabinieri, marina militare, vigili del fuoco, areonautica, esercito, forestale, guardia di finanza, polizia penitenziaria, polizia di Stato (PdS solo se arruolati prima del 25.6.1982).

Cosa chiediamo alla Corte dei Conti:

  • Ricalcolo della pensione mediante applicazione della corretta aliquota pensionistica. Il ricalcolo comporta tendenzialmente un aumento della pensione variabile dalle 150,00 € alle 250,00 € mensili circa. Il ricalcolo, oltre che per i ratei futuri, sarà operato anche per i ratei maturati nei 5 anni che hanno preceduto la presentazione della prima istanza.

 

 

 

Autorità adita:

  • In prima battuta sarà inviata istanza di riesame all’INPS.
    Laddove l’ente previdenziale non fornisca risposta entro il termine di 120 giorni o rigetti esplicitamente l’istanza, si procederà con ricorso innanzi la Corte dei Conti competente territorialmente;
  • Dalla formalizzazione del silenzio rifiuto o dal rigetto dell’istanza di riesame si potrà presentare il ricorso entro e non oltre 3 anni.

COSTO DEL RICORSO € 700,00